Biografia

Guglielmo Giaquinta è stato, non è azzardato dirlo, un profeta, un appassionato ed efficace apostolo della vocazione universale alla santità. Ciò che egli ha scritto, detto, fatto, il peso culturale e pastorale della sua azione a favore della santità vanno ben oltre quanto questo breve scritto può ricordare.

Oggi, dopo il Concilio Vaticano II e l’autorevole affermazione della vocazione di tutti i cristiani alla perfezione (cf LG, V), questo concetto è entrato nel tessuto della vita ecclesiale, ma negli anni 1947-65, nonostante i mille fermenti che sollecitavano in tal senso, la santità sembrava un’avventura elitaria, di pochi e, nel caso di Monsignore, destinata a consumarsi nel chiuso di due Chiese di Roma, Santa Maria ai Monti e la Madonna di Loreto, e a finire nel nulla.

Si è riusciti a cogliere solo una parte minima della profonda commozione di Mons. Giaquinta quando fu pubblicato il Capitolo V della Lumen Gentium. Aveva parlato quel giorno delle votazioni conciliari con il Cardinal Fernando Cento, Presidente del Movimento Pro Sanctitate, ed era tornato a casa pieno di stupore; raccontò poi ai suoi figli spirituali di essersi prostrato sull’inginocchiatoio della sua stanza senza parole e in profonda gratitudine.

Due le tensioni interiori che hanno mosso il cuore, la mente e l’azione del Fondatore della Famiglia Pro Sanctitate nel perseguimento di questa sublime vocazione cristiana: lo sguardo contemplativo rivolto all’infinità dell’Amore di Dio, rivelatosi in Cristo Gesù, e la sollecitudine per il cammino dell’uomo verso l’incontro e la fusione con l’amore divino. La santità fu da lui intuita subito come “vita di amore”, cioè come sviluppo pieno della vita di grazia che lo Spirito crea e forma nel cuore umano.

Ciò che colpisce nell’azione profetica e pastorale di Mons. Giaquinta è soprattutto la grande capacità di cogliere e individuare le molteplici implicanze della santità, il significato e il peso che essa assume e determina nella vita personale, sociale ed ecclesiale, in una parola il suo senso profondo e le sue conseguenze per il mondo. Egli ha contemplato, insegnato, descritto la santità come risposta all’infinito amore di Dio, quindi progetto assoluto e prioritario per l’uomo; la santità sigillo della Chiesa santa; la santità “forma” delle coscienze, mentalità, costume, fondamento della morale, forza coagulante della società e promotrice di fraternità umana; la santità meta degli uomini e della storia.

La santità è stata il contenuto e il respiro della sua preghiera, la trepidazione del suo cuore sacerdotale, il legame più tenace delle relazioni interpersonali con i suoi figli spirituali, con la Diocesi, con chiunque gli si avvicinava.

da L’apostolo della santità, Maria Mazzei, ed. Pro Sanctitate, 2003

Biografia