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Preghiere
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Dammi da bere Mi sono accostato a te, Maestro, che seduto sul pozzo di Sicàr mi attendevi e da te, fonte viva e sgorgante, ho sentito una parola di bisogno: dammi da bere. Ed io, che sono assetato, mi sono chiesto come mai dovessi, arido e vuoto, donare a te dell’acqua, mentre tu ne sei la fonte unica e vera. Ma nel tuo mistero d’amore mi hai svelato che la tua sete era di me e di altre anime che attraverso me dovevano anch’esse arrivare a quel pozzo e dissetarsi dal bruciore della febbre delle cose terrene. Mi hai parlato delle cisterne aride dove i figli degli uomini bevono i residui di un’acqua inquinata e muoiono contaminati nell’illusione di una vita. Invano tu gridi ai passanti che, unico, sei la fonte della vita vera e che è follia il cercarla altrove: essi passano scettici e superficiali, poi si allontanano inghiottiti dal deserto del mondo. E tu rimani solo, nella tua divina sete di anime, impotente dinanzi all’umana indifferenza. Ma ora, Signore, io ti ho incontrato ed almeno io voglio dissetarmi in te e lasciare che la tua vita penetri totalmente l’anima mia. Né resterò qui ai tuoi piedi, nella dolcezza del bene trovato, ma scomparirò anch’io nel deserto in cerca di anime assetate o moribonde ai margini delle pozzanghere del male. Spero di non tornare più da solo, ma se la malia del peccato o l’indifferenza tentassero di attardare il mio passo, sveglia tu, divino scrutatore dei cuori, una più cocente sete in me che mi spinga a ritornare a te e rigustare in te la dolcezza di una divina sazietà. Così sia. Preghiere | |||