Riceviamo un cuore nuovo
All’inizio del terzo millennio, in un tempo nel quale secondo le parole di Giovanni Paolo II, “la santità resta più che mai un’urgenza della pastorale” (NMI, 30), è indispensabile approntare una vera e propria pedagogia della santità , per permettere a ciascuno di incontrare Dio-amore, di lasciarsi guidare da Lui alla verità di sé, fino alla scoperta della figliolanza divina e della conseguente fraternità .
Per il Convegno sul tema “Vita teologale vita nello Spirito” abbiamo desiderato - come ci suggeriscono i Vescovi italiani - porre la persona al centro della nostra attenzione, la persona, il suo mondo interiore spesso ignorato, trascurato, negato. “Fratello, anch’io ho un’anima…” recita un canto-preghiera di Giaquinta, e non è davvero scontata questa affermazione, è anzi capace di chiedere grande conversione alla concezione di persona che domina il nostro tempo, conversione nei pensieri dell’uomo della strada ma a volte anche in quelli del cristiano troppo superficiale.
Vita spirituale, azione dello Spirito dentro l’anima e la vita di ciascuna persona, azione di Dio Trinità , azione di Dio-amore dentro l’uomo creato per amore, per amare.
Vita teologale, fede, carità , speranza, per relazionarci con Dio e ricevere da Lui un cuore nuovo capace di amare senza misura. Si tratta di percorrere quel cammino cristologico che, dopo aver incontrato e conosciuto Cristo, rende simili a Lui, conformi a Lui, fino alla piena maturità di Cristo. Gesù è al centro di tutta la teologia giaquintiana, della sua spiritualità personale, della sua trasmissione del carisma. Ha riletto il mistero di Dio e dell’uomo attraverso il Cuore di Cristo, in modo speciale la presenza reale di Cristo nella santa Eucaristia celebrata e adorata. Ed è Cristo che ci dona il suo Spirito che ci fa una cosa sola con Lui, con il Padre, tra noi.
Nell’itinerario che il Movimento Pro Sanctitate sta proponendo in questo momento è la Chiesa che si rivela madre di santi, presenza viva e palpitante di Cristo nel mondo. Anche noi, pietre vive nella Chiesa, siamo chiamati a non indulgere in minimismi e calcoli che poco si addicono a chi è abitato dallo Spirito di Cristo.
Guardiamo con giubilo del cuore al dono che ci ha fatto il Santo Padre Benedetto XVI con l’enciclica Spe salvi. Proprio nell’introduzione del documento troviamo l’anello di congiunzione tra il secondo Convegno di Studi sul tema dell’amore redentivo già celebrato e il tema della vita teologale che consideriamo. “La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente” : queste parole di Benedetto XVI danno il tono al Convegno, all’insegna della speranza che è pienezza della fede, della speranza che è carità , ristabilimento totale della comunione.
L’invocazione a Gesù Maestro del Servo di Dio Giaquinta e quella alla Madonna conclusiva di Benedetto XVI danno un tono di vera esperienza interiore forte allo studio del Convegno:
“Gesù, divino Maestro, della fede concedici la fermezza,
della carità l’ardore, della speranza incrollabile certezza”.
“Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te”.
Teresa Carboni, segretaria nazionale del Movimento Pro Sanctitate
All’inizio del terzo millennio, in un tempo nel quale secondo le parole di Giovanni Paolo II, “la santità resta più che mai un’urgenza della pastorale” (NMI, 30), è indispensabile approntare una vera e propria pedagogia della santità , per permettere a ciascuno di incontrare Dio-amore, di lasciarsi guidare da Lui alla verità di sé, fino alla scoperta della figliolanza divina e della conseguente fraternità .
Per il Convegno sul tema “Vita teologale vita nello Spirito” abbiamo desiderato - come ci suggeriscono i Vescovi italiani - porre la persona al centro della nostra attenzione, la persona, il suo mondo interiore spesso ignorato, trascurato, negato. “Fratello, anch’io ho un’anima…” recita un canto-preghiera di Giaquinta, e non è davvero scontata questa affermazione, è anzi capace di chiedere grande conversione alla concezione di persona che domina il nostro tempo, conversione nei pensieri dell’uomo della strada ma a volte anche in quelli del cristiano troppo superficiale.
Vita spirituale, azione dello Spirito dentro l’anima e la vita di ciascuna persona, azione di Dio Trinità , azione di Dio-amore dentro l’uomo creato per amore, per amare.
Vita teologale, fede, carità , speranza, per relazionarci con Dio e ricevere da Lui un cuore nuovo capace di amare senza misura. Si tratta di percorrere quel cammino cristologico che, dopo aver incontrato e conosciuto Cristo, rende simili a Lui, conformi a Lui, fino alla piena maturità di Cristo. Gesù è al centro di tutta la teologia giaquintiana, della sua spiritualità personale, della sua trasmissione del carisma. Ha riletto il mistero di Dio e dell’uomo attraverso il Cuore di Cristo, in modo speciale la presenza reale di Cristo nella santa Eucaristia celebrata e adorata. Ed è Cristo che ci dona il suo Spirito che ci fa una cosa sola con Lui, con il Padre, tra noi.
Nell’itinerario che il Movimento Pro Sanctitate sta proponendo in questo momento è la Chiesa che si rivela madre di santi, presenza viva e palpitante di Cristo nel mondo. Anche noi, pietre vive nella Chiesa, siamo chiamati a non indulgere in minimismi e calcoli che poco si addicono a chi è abitato dallo Spirito di Cristo.
Guardiamo con giubilo del cuore al dono che ci ha fatto il Santo Padre Benedetto XVI con l’enciclica Spe salvi. Proprio nell’introduzione del documento troviamo l’anello di congiunzione tra il secondo Convegno di Studi sul tema dell’amore redentivo già celebrato e il tema della vita teologale che consideriamo. “La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente” : queste parole di Benedetto XVI danno il tono al Convegno, all’insegna della speranza che è pienezza della fede, della speranza che è carità , ristabilimento totale della comunione.
L’invocazione a Gesù Maestro del Servo di Dio Giaquinta e quella alla Madonna conclusiva di Benedetto XVI danno un tono di vera esperienza interiore forte allo studio del Convegno:
“Gesù, divino Maestro, della fede concedici la fermezza,
della carità l’ardore, della speranza incrollabile certezza”.
“Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te”.
Teresa Carboni, segretaria nazionale del Movimento Pro Sanctitate
